Il Vivente

Trasformati dalla Speranza

 03/04/2026
 Notizie

L'Unione Internazionale delle Superiore generali condivide attraverso il suo sito il commento al Vangelo di Pasqua di sr. Mary John Kudiyiruppil, SSpS

 

PASQUA – una trasformazione drammatica da «Chi ci farà rotolare via la pietra?» (Mc 16,3) a «Ho visto il Signore!» (Gv 20,18)

 

Abbiamo riflettuto, con l’aiuto delle letture liturgiche delle domeniche di Quaresima, sulla missione salvifica di Gesù in relazione al nostro cammino di fede. Questo cammino di fede giunge al suo culmine nella celebrazione della passione, morte e risurrezione di Gesù, i giorni più sacri per tutti i cristiani.


La Chiesa ci propone diversi racconti della risurrezione tra cui scegliere per la liturgia pasquale, tutti ricchi di messaggi di pace, gioia e trasformazione. Il Vangelo della Veglia pasquale (Mt 28,1-10) ripete due volte: non abbiate paura (vv. 5,10). Le donne nel racconto erano impaurite ma piene di gioia (v. 8). Questa curiosa coesistenza di paura e gioia si manifesta anche nel racconto della risurrezione secondo Marco, nella domanda delle donne: «Chi ci farà rotolare via la pietra?» (Mc 16,3), e nel Vangelo di Giovanni nella proclamazione: «Ho visto il Signore!» (Gv 20,18).


Le vie di Dio superano le nostre. Quello che sembrava una sconfitta schiacciante, in realtà si è rivelato la più grande vittoria mai vista. Il Sabato Santo ci ricorda che le situazioni che appaiono più catastrofiche potrebbero non essere come sembrano. In un mondo devastato dalla guerra e sull’orlo della disperazione e della mancanza di speranza, la risurrezione di Cristo porta la certezza che possiamo contare sulle parole, sulle opere e sulle promesse di Dio: con Dio c’è sempre vittoria, con Cristo siamo sempre vittoriosi.


È importante notare come gli Atti degli Apostoli e la Lettera ai Romani parlano della risurrezione di Gesù: «Dio ha risuscitato Gesù dai morti» (At 2,32; Rm 6,4). Risuscitando Gesù dai morti, Dio ha l’ultima parola sulla sofferenza e sulla morte. La Risurrezione rivela che Gesù ha vissuto in piena comunione con il cuore di Dio.


A livello personale, quasi un anno fa ho perso mia madre. La sua morte ha suscitato in me una serie di domande e dubbi sulla vita dopo la morte, sul regno dei cieli, sulla fede nella risurrezione e nella vita eterna. Oggi, nonostante il dolore e la nostalgia che il suo ricordo ancora suscita, riesco a guardare a quella perdita come a qualcosa che proviene da un Dio misericordioso, premuroso e sapiente, che sa e compie solo ciò che è meglio per noi. Posso dire: è stato bene che sia accaduto, e nel modo in cui è accaduto. Ma perché arrivassi a questa consapevolezza, ho dovuto attraversare intensi Venerdì Santi e silenziosi Sabati Santi. La vita nuova nasce quando lasciamo andare e ci lasciamo abbracciare dall’amore di Dio.

 
 

La Pasqua è un’esperienza.

Papa Francesco, nella sua ultima omelia della Veglia pasquale nell’aprile 2025, ha detto:
«Quando il pensiero della morte grava sui nostri cuori, quando vediamo le ombre oscure del male avanzare nel nostro mondo, quando sentiamo le ferite dell’egoismo o della violenza infettare la nostra carne e la nostra società, non perdiamo la speranza, ma torniamo al messaggio di questa notte.»

 

La Pasqua è un’esperienza. Non è qualcosa da dimostrare con argomentazioni teologiche o scritturistiche sofisticate. Sento nella mia persona – corpo, cuore e anima – la risurrezione del Signore? Ascolto e trasmetto messaggi pasquali?

 

Per illustrare questo punto, racconto un’esperienza vissuta molti anni fa in Australia.

Una domenica, dopo la Messa, alcuni di noi parrocchiani decisero di fare una lunga passeggiata nella boscaglia. Tra noi c’era una famiglia con due figli adottivi – un ragazzo e una ragazza di sette e undici anni. Preparando i bambini per la lunga camminata, la madre affidataria prese il bambino sulle ginocchia e iniziò a legargli i lacci delle scarpe. Mentre lo faceva, il bambino, spontaneamente e con affetto, abbracciò la madre dicendo: «mia cara mamma». La madre mi guardò raggiante di gioia e disse: «Mary John, oggi è Pasqua per me. Questa è, per me, l’esperienza della risurrezione». Il bambino riconobbe nella sua madre affidataria una «cara mamma» e non esitò a dirlo ad alta voce.


Quando è stata l’ultima volta che ho donato a qualcuno un’esperienza di Pasqua? Quando ho sollevato qualcuno offrendo coraggio e cura?


Nella Porta Fidei, Papa Benedetto XVI riflette sul mistero della risurrezione così:
«La gioia dell’amore, la risposta al dramma della sofferenza e del dolore, la forza del perdono davanti all’offesa ricevuta e la vittoria della vita sul vuoto della morte: tutto questo trova compimento nel mistero della sua risurrezione.»


Qualunque cosa stiamo affrontando, quando la viviamo con Cristo, tutto cambia. Che questo tempo pasquale ci aiuti a fare esperienza della Risurrezione del Signore:

  • nei momenti in cui la paura lascia lentamente spazio alla speranza
  • negli incontri che rinnovano la nostra fede
  • nel coraggio di proclamare, come le donne al sepolcro: «Abbiamo visto il Signore.»

 


BUONA PASQUA!

 

Tratto da: https://www.uisg.org/it/news/easter-transformed-by-hope-2026/