VIVERE LA FEDE NEL RISORTO IN LIBANO
04/04/2026
Notizie
Bertrand della fraternità di Beirut ci racconta qualcosa della loro vita.
Condividendo il quotidiano, con la gente fissiamo il nostro sguardo su Gesù di Nazaret.
La nostra Speranza è nella Sua vita risorta, sempre donata come un fiore sbocciato nonostante tutto il gelo del mondo.
Che raggiunga ognuno ed ognuna il nostro augurio di Pasqua, gioia del Vivente,
i Piccoli Fratelli di Gesù
"Oggi, 25 marzo, io e Romany abbiamo partecipato all’incontro di preghiera islamo-cristiano per la pace in Libano e nella regione, dal titolo: «L’Annunciazione di Maria ci riunisce e la sua pace ci unisce». » L’evento si è svolto nella cattedrale di Nostra Signora dell’Annunciazione dei siriaci cattolici di Beirut (Museo). Da 16 anni, il 25 marzo è un giorno festivo in Libano per sottolineare il posto che Maria occupa nelle nostre due tradizioni religiose, cristiana e musulmana, che segnano profondamente il nostro Paese.
Di fronte a questa ondata di violenza omicida in Medio Oriente dal 28 febbraio, siamo spaventati dalla gravità di questa situazione di guerra che colpisce tutto il Medio Oriente, e anche il Libano dal 2 marzo. Ha dimensioni più vaste e più complesse rispetto alle altre guerre che abbiamo già conosciuto.
Il Libano, da oltre cinquant’anni, è sconvolto da conflitti sanguinari e crisi, e non ha ancora trovato, fino ad ora, la stabilità necessaria per svolgere il ruolo di apertura, pacificazione e riconciliazione che potrebbe ricoprire in questo Medio Oriente multiculturale, culla delle tre grandi religioni abramitiche.
Roger, che è in Libano dal 1967, ha vissuto tutte queste guerre con la loro dose di sofferenze e drammi. Anche Lluis e io abbiamo vissuto la maggior parte di questi conflitti. Nel 2005 non c'era più alcuna occupazione, né israeliana né siriana, ma purtroppo i leader dei grandi partiti libanesi non sono riusciti a superare le loro opposizioni e divergenze per costruire un nuovo Libano. La rivoluzione pacifica dell’ottobre 2019, che aveva mobilitato folle in gran parte del Libano con grandi speranze di cambiamento, non è stata sostenuta da una parte della classe politica al potere.
In questo momento, tutto il Medio Oriente è fortemente scosso da questa violenza mortale e il commercio mondiale è molto colpito dall’attuale quasi-chiusura dello Stretto di Ormuz. Cosa succederà ancora in Medio Oriente e in Libano nei prossimi giorni? Credo che nessuno lo sappia.
Nella vita quotidiana, attualmente conduciamo un ritmo di vita quasi normale, poiché la nostra zona non è interessata da ordini di evacuazione o da bombardamenti, come invece sta accadendo attualmente nel Sud del Libano, nella periferia sud o in alcune regioni della Bekaa. Ma potrebbero esserci anche attacchi mirati nella nostra regione, come in altre regioni. Il nostro quartiere è cambiato molto dal nostro arrivo nel 1985. Fino alla metà degli anni '90 vivevamo in mezzo a famiglie cristiane sfollate, soprattutto provenienti da Damour e dallo Chouf. Quando hanno potuto tornare nei loro villaggi o acquistare o affittare altrove, il quartiere è diventato misto, con una piccola parte dei suoi ex abitanti sciiti che avevano dovuto lasciarlo all’inizio della guerra civile e che sono tornati; altri vi si sono stabiliti (famiglie di rifugiati siriani, collaboratori domestici o lavoratori provenienti dall’Asia o dall’Africa, libanesi del sud o del nord che lavorano a Beirut…) . Roger ed io ci sentiamo davvero di qui, ancora una volta pronti, insieme a Romany e Lluis, ad aprirci a queste famiglie sfollate dal Sud del Libano o dalla periferia sud giunte nel nostro quartiere. Allo stesso modo, con i nostri amici di Fede e Luce, di Insan o del centro Beitouna, o con i nostri vicini, ci ritroviamo regolarmente per sostenerci a vicenda in questo momento di prova.
Camminiamo anche con la nostra parrocchia maronita Mar Doumit, una parrocchia viva e dinamica con la quale vivremo la passione, la morte e la risurrezione del nostro «amato fratello e Signore Gesù».
Bertrand, piccolo fratello di Gesù